Allenati, mangia e sorridi

Scopri il tuo potenziale e cambia il tuo stile di vitadieta_AMS

Ho conosciuto Serena Missori circa tre anni fa durante una collaborazione su Youtube, che in realtà niente aveva a che fare con la dieta o la forma fisica. Facevamo dei video dedicati al riciclo creativo. Poi, non ricordo nemmeno più come, sono entrata a far parte di un suo gruppo facebook, dove mi sono ritrovata con altre persone che avevano come obiettivo quello di capire come nutrirsi in maniera sana e come poter migliorare il proprio corpo. Ci scambiavamo consigli, condividevamo i nostri progressi, le difficoltà, postavamo le foto dei nostri pasti; per mesi Serena ci ha dato indicazioni preziose per capire come alimentarci al meglio e ha condiviso con noi dei video in cui ci mostrava gli esercizi da fare per tornare in forma.

I workout

E’ stato con lei che ho scoperto i workout. Adesso se ne sente parlare tantissimo, ma all’epoca non sapevo neanche cosa fossero e forse in Italia non erano poi così diffusi. Gli unici allenamenti che avevo mai fatto erano stati in palestra: 20 minuti di tapis roulant, 20 minuti di ciclette e qualche serie di addominali. Niente di veramente efficace. Per la prima volta, con Serena scoprivo la possibilità di allenarsi in casa, senza spendere un soldo, dedicando a questa attività poco tempo ogni giorno e con esercizi che nel giro di 6 mesi hanno modificato totalmente il mio corpo. Stavo bene: erano passati i dolori alle ginocchia, la gastrite, la colite, l’ansia, la sindrome premestruale, i mal di testa, la stipsi, e contemporaneamente mi sentivo molto più forte psicologicamente, molto più serena, tranquilla, centrata.

Allenati, mangia e sorridi

Avere il suo libro tra le mani è come poter rileggere un dettagliato diario di quei giorni. Il suo metodo, descritto in maniera semplice e divulgativa, è né più né meno quello che ci aveva insegnato gratuitamente in quel gruppo, quello che anche lei pratica quotidianamente nella sua vita. Lei stessa, infatti, pubblicava i suoi pasti, i suoi traguardi e le sue sfide, condividendole con noi per motivarci e mostrarci che si tratta di obiettivi realizzabili da chiunque. La parte del libro che ho apprezzato di più è quella dedicata alle basi teoriche: la descrizione dei biotipi, del funzionamento dello stomaco e dell’intestino, la funzione del microbiota, la sindrome dell’intestino permeabile… tutte nozioni fondamentali per capire come funzionano le cose nel nostro corpo. Mi sembra un elemento importantissimo, visto che il più delle volte i medici tendono a dire: “Devi fare questo”, “Devi prendere queste pasticche” oppure “No, questo non serve”, limitandosi a impartire direttive, senza dare ulteriori spiegazioni.

Allenamento Re-start: un approccio olistico

Il programma detox che si trova nel libro, con indicazioni precise su cosa mangiare, quanto, come e sull’allenamento da fare, permette a tutti di poter applicare subito il suo metodo, testandone i benefici su mente e corpo, benefici che io stessa ho potuto riscontrare anni fa. Le ricette, senza glutine e senza lattosio, perlopiù adatte anche a vegetariani e vegani, e forse anche ai simpatizzanti del crudismo, soddisfano non solo il gusto ma anche la necessità di una cucina veloce, indispensabile per chi ha poco tempo e spesso ripiega su cibi pronti poco raccomandabili.

Sport e alimentazione equilibrata giocano un ruolo fondamentale nella gestione dello stress, altro fondamentale obiettivo del metodo AMS, ma ci sono tecniche che in tal senso possono contribuire in maniera ancora pià significativa. Nel suo approccio, Serena mette in luce più volte l’importanza della meditazione. A mio modesto parere, questo elemento lo rende ancora più particolare, perché il benessere non è solo quello di un corpo tonico e sodo, ma è anche quello di una mente sgombra, lucida e di un’interiorità equilibrata.

Una guida per ripartire

Ho imparato che se si vuole migliorare la propria vita è possibile farlo solo partendo da se stessi. Cambiando certe abitudini, abbandonandone altre, acquisendone di nuove. Questo libro fa questo: incoraggia un’autoanalisi critica del proprio stile di vita, indica una via per il cambiamento e per il self empowerment, ovvero la scoperta e l’uso del proprio potenziale.

Qui il link al libro

Qui il link al sito di Serena Missori, costantemente aggiornato con ricette e consigli sull’alimentazione naturale.

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Libri: I tre amuleti

Il tuo aldilà personale, Innamoramento e creatività, Maestri di se stessi: ecco i titoli che compongono la collana “Amuleti”, pubblicata dalla casa editrice Spazio Interiore nel 2012, in collaborazione con il centro olistico Harmonia Mundi.
Si tratta di tre libricini che mi piace definire prêt-à-porter: stanno comodamente dentro un taschino e nella borsa di una donna probabilmente ci stanno anche troppo larghi. Un formato particolare, sfizioso, ricercato, che permette di portarli in giro e leggerli in qualsiasi situazione ci si possa trovare, dal tram alla metro, dal bus al treno. Altra nota a favore, questa volta estetica, va fatta alle copertine. Ciascuna richiama il tema trattato all’interno del libro e io le trovo davvero bellissime (non a caso ho messo gli amuleti in bella vista nella libreria!).
Ma andiamo al sodo…
9788897864059L’amuleto che più di ogni altro mi è piaciuto è stato Il tuo aldilà personale, di Igor Sibaldi.
Avete presente quando da bambini, a un certo punto, qualcuno vi dice che esiste il bene il male? E’ una verità che col tempo darete per scontata, probabilmente la riterrete talmente ovvia da risultare banale, ma quel qualcuno, in un preciso momento della vostra vita, vi ha dato un’informazione importantissima, una sorta di start-up per iniziare a valutare il mondo da prospettive che prima non avevate preso in considerazione. Sibaldi fa un po’ questo: apre una porta e ci dice di osservare un universo che non conosciamo. Lo fa suggerendoci che l’immagine che abbiamo sempre avuto di noi stessi è in qualche modo monca.
Ci sono verità che per istinto accogliamo senza farci troppe domande, probabilmente perché sono socialmente accettate, quindi le assorbiamo come una sorta di retaggio culturale inconscio; ce ne sono altre che appaiono talmente bizzarre che è difficile crederci solo per il fatto di sentire che sono tali. Io ho sempre sospettato che la realtà del mio corpo fisico non esaurisse tutto il mio essere, ma la certezza, quella non l’ho mai avuta e neanche adesso ce l’ho. Tuttavia, quando inizi a trovare riscontro negli altri, magari in qualche amico che, potendo contare su un po’ più di esperienza, ti dice che sì, anche lui è fermamente convinto che esiste una dimensione spirituale invisibile agli occhi, ma non per questo meno reale, allora inizi a credere che forse vale la pena investire il proprio tempo a fare qualche ricerca, ad approfondire e scoprire.
In queste pagine, Sibaldi ci dice che la persona che vediamo allo specchio è solo una parte di noi, che esiste un nostro “aldilà personale” che travalica i confini del corpo fisico per estendersi verso dimensioni di cui normalmente non abbiamo consapevolezza. Ci esorta a conoscere questa parte nascosta, affinché possiamo comprendere la nostra grandezza. Non è una ricerca facile, c’è una sorta di lotta interna, tra le varie “sezioni” di noi, che rende tutto molto complicato. L’ego, in questa battaglia, sembra essere il nemico numero uno da combattere, ma a quanto pare sa bene come condurre la partita sempre a suo favore! Nulla è impossibile però. Ci sono tecniche, approcci e metodologie, anche molto diverse fra loro, che aiutano ad acquisire gli strumenti adatti per farcela. Si richiede impegno, pazienza, perseveranza e soprattutto curiosità. Insomma, non poco. Ma quando capisci che quell’intuizione che avevi forse corrisponde alla realtà, allora non puoi far altro che iniziare, anche a piccolissimi passi, a capirci qualcosa! Di te, del perché siamo qui, della realtà e di tutto quello che la scienza, con tutta la buona volontà, non riesce proprio a spiegarti.
In questo libro, con uno stile semplice e chiaro, Sibaldi ci pone davanti i primi tasselli di un grande puzzle che poi spetta solo a noi ricostruire.
***
Il secondo amuleto, in ordine di preferenza, è Innamoramento e creatività di Lidia Fassio, astrologa e studiosa di imagespsicologia, simbolismo, mitologia e medicina psicosomatica. Anche questa è stata una lettura piacevolissima, che mi ha dato il senso di quanto l’astrologia possa essere uno strumento unico per interpretare se stessi e quello che ci accade.
Cosa hanno in comune innamoramento e creatività? Molto, moltissimo. Si evolvono allo stesso modo conoscendo 3 fasi che sono identiche per entrambi. La Fassio interpreta questa analogia da un punto di vista astrologico, mostrando come queste due esperienze dell’essere sono governate dalle stesse case: la quinta, la sesta e la settima. Dopo aver letto questo libricino, mi fa sorridere chi si ostina a pensare che l’amore debba sempre corrispondere a una perpetua fase di innamoramento, con le farfalle che ti volano nello stomaco e il desiderio dell’altro a mille. Anche l’amore si trasforma e alla fine non è mai uguale a come è iniziato, è solo diverso, ma non meno intenso.
Se non sapete nulla di astrologia, non preoccupatevi: si capisce tutto molto bene, anzi c’è il rischio che vi venga voglia di approfondire l’argomento in tutta la sua vastità! In tal caso, siete in ottima compagnia!
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images (1)Infine, Maestri di se stessi, di Carlo Magaletti. Affronta il tema della comunicazione legata al corpo, ovvero cosa raccontiamo di noi anche quando non parliamo. Argomento interessante, che conosco in parte per via dei miei studi. Prima della lettura avevo la sensazione che sarebbe stato il mio preferito, però a essere sincera no: gli altri due sono stati molto più significativi. Comunque, rimane una lettura interessante che, in concerto con le altre, focalizza l’attenzione sulla nostra intimità, stimolando l‘autoriflessione critica e la ricerca interiore.
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Se volete acquistare gli amuleti cliccate qui
Il video di presentazione di Maura Gancitano
La presentazione dei libri a Spazio Interiore
Il canale di SpazioInteriore

Qualche regalozzo di natale homemade

Le ricette dei regali che vi ho fatto vedere nel video!

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Candela da massaggio

Ingredienti:

  • cera di soja OGM free 90 gr
  • burro di karitè 9 gr
  • OE 20/25 gg

Procedimento: Nel pentolino portare a ebollizione l’acqua. Intanto pesare la cera di soja metterla nel contenitore di acciaio/vetro. A bagnomaria far sciogliere la cera. Non appena sarà sciolta toglietela dal fuoco e create lo stoppino: tagliate un pezzo di filo di cotone e immergetelo nella cera, tiratelo fuori e stendetelo su un pezzo di carta forno dandogli una forma dritta. Se possibile metterlo nel congelatore e farlo rapprendere.

Mentre lo stoppino si indurisce in freezer, inserite la quantità di burro di karitè nella cera e fatela sciogliere. Aggiungete l’olio essenziale (magari fate intiepidire la cera per un po’). Recuperate lo stoppino dal freezer, inseritelo nel dischetto di metallo. Bagnate nella cera calda l’estremità del filo che andrà nella base del vasetto e fatelo attaccare mettendolo dritto, al centro. Versate il resto della cera e tenete fermo il filo con una molletta da bucato. Lasciate asciugare a temperatura ambiente.

Balsamo labbra volumizzante al peperoncino

Ingredienti:

  • olio di mandorle dolci 54 gr
  • oleolito peperoncino 5 gr
  • lanolina vegetale 16 gr
  • cera api 12 gr
  • burro karitè 8 gr
  • burro di cacao 6 gr
  • tocoferolo 1
  • OE a piacere (che non abbia un gusto amaro)

Procedimento: Far riscaldare a bagno maria l’olio di mandorle dolci e la cera d’api. Appena sciolti togliere dal fuoco e aggiungere i burri e l’oleolito di peperoncino. Appena i burri sono sciolti aggiungere la lanolina vegetale e mescolare per bene. Quando il tutto si intiepidisce e prima che il balsamo labbra inizi a indurirsi aggiungere il tocoferolo e l’OE.

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Burro montato arancia e peperoncino

Ingredienti:

  • Burro karitè 10 gr
  • Burro cacao 10 gr
  • Burro babassu 10 gr
  • Burro cupuacu 10 gr
  • Burro sal 10 gr
  • Burro kokum 10 gr
  • Oleolito peperoncino 10 gr
  • Olio mandorle dolci 10 gr
  • Olio macadamia 19 gr
  • Tocoferolo 1 gr
  • Fragranza o OE a scelta

Procedimento: Unire oli e burri in una terrina e far sciogliere a bagnomaria a fuoco molto basso. Quando il tutto si è sciolto inserire la terrina nel freezer e attendere che gli oli e i burri inizino a rapprendersi ai bordi, frullare una prima volta con il frullatore, aggiungere il tocoferolo e l’OE, poi inserire nuovamente in freezer. Continuare così (dentro e fuori dal freezer + frullatore) fino a ottenere una panna montata bella soda.

Polvere da bagno

Ingredienti:

  • Amido di riso 6 cucchiai
  • Argilla bianca 3 cucchiai
  • OE di lavanda 20/30 gg circa
  • Scorzette di arancia 20 gr
  • Sale grosso rosa dell’himalaya 2 cucchiai
  • Curcuma q.b.

Procedimento: Unire le polveri. Colorarle con i pigmenti naturali (ossidi, miche, spezie), e iniziare ad aggiungere l’OE mescolando per bene. Aggiungere il sale rosa dell’himalaya. Conservare in un vasetto di vetro o in un sacchettino.

Saponetta scrubbante ai semini di fragola (per 4 saponette)

Ingredienti:

  • Base “melt and pour” trasparente di Aroma Zone 40 gr
  • Burro di karitè (o di cacao o qualsiasi altro burro avete in casa) 20 gr
  • Semini di fragola 10 gr (sostituibile con farina di cocco o altra farina a grana grossa)
  • OE arancio 20 gg

Procedimento: far fondere a bagnomaria il sapone. Appena si è tutto sciolto aggiungere il karitè. Lasciate intiepidire e unite la fragranza e i semini di fragola. Versate negli stampi. Lasciate freddare.

Ursula Favre’s cosmetics

Raccogliere erbe medicinali selvatiche è una delle cose che più mi affascina.

Durante il mio tirocinio in Svizzera, presso Christa Schmidmeister, ho conosciuto Ursula Favre, una simpatica signora che ormai da molti anni si addentra per i sentieri di montagna raccogliendo piante e fiori per farne prodotti cosmetici, infusi, spezie e tè.

Nella sua attività è affiancata dal marito ed entrambi sono vegani. Vivono nella Svizzera orientale e insieme organizzano visite guidate durante le quali insegnano a riconoscere le specie autoctone ad appassionati e turisti curiosi.

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Li ho incontrati in un pomeriggio soleggiato di Luglio, per un’escursione sui monti circostanti la loro casa. Con me e il mio gruppo ci sarebbero state anche due turiste tedesche. Eravamo tutti entusiasti e pronti a imparare i segreti del mondo vegetale! Mi sentivo molto a Hogwarts a dire il vero…

Non appena abbiamo raggiunto il punto prestabilito, abbiamo lasciato le macchine e proseguito a piedi. Salendo più in alto, lungo il fianco della montagna, il sole era praticamente sparito e una nebbiolina pesante e carica di umidità iniziava a scendere lentamente sull’erba e gli alberi. I campanacci delle mucche al pascolo tintinnavano in lontananza e da quelle altezze si godeva un panorama meraviglioso. Ursula ha iniziato subito a mostrarci radici, tuberi, fiori, piante e a raccontarci delle loro proprietà medicamentose, di come utilizzarle e come trattarle. Era così strano pensare che molte di quelle che a noi sembravano soltanto erbacce possedevano virtù terapeutiche così preziose.

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Avevo con me un sacchettino di cotone bianco, che ormai chiamo affettuosamente Pilow, dove mettere le erbe che desideravo portare a casa. Ho raccolto molta alchemilla e un po’ di arnica. Mi sono concentrata su queste perché volevo raccoglierne un bel po’ per fare un infuso, con la prima, e l’estratto alcoolico, con la seconda. Benché avessimo incontrato molte specie interessanti, il mio stupore più grande è stato quando ci siamo imbattuti in una vastissima distesa di rododendro! Non potevo crederci: piccoli arbusti con fiori rosa chiaro e scuro a forma di campanella rivolti verso l’alto, che macchiavano a chiazze fitte tutta l’erba verde. Mi sono sentita fortunata e privilegiata: non capita tutti i giorni di poter godere della bellezza di un fiore tanto delicato e raffinato in natura. Il rododendro va subito essiccato per non farne perdere il colore caratteristico, quindi per noi visitatori era praticamente inutile raccoglierlo, ma ne abbiamo preso un bel po’ per Ursula, che lo ha trattato subito arrivati à la maison (Ursula parla un ottimo francese, io no purtroppo, ma vabbè).

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Finita l’escursione, i padroni di casa ci hanno preparato uno splendido banchetto vegano per fare merenda. Non potete immaginare la quantità di roba squisita: c’era del tè, del pane morbido francese, una crema con i lamponi, marmellate, burro, tutto rigorosamente biologico. Noi avevamo portato una crostata di ciliegie. Mentre Ursula preparava da mangiare, suo marito ci ha mostrato la parte della loro abitazione dove lavorano le erbe: l’essiccatore, la pressatrice, il polverizzatore… Ci ha parlato dell’importanza della temperatura e della conservazione.

Solo dopo la merenda, Ursula mi ha mostrato la sua personalissima stanza dove crea i cosmetici. Mi è sembrato di entrare in una sala operatoria: le materie prime, gli attrezzi, i contenitori, tutto perfettamente pulito, ordinato e sistemato. Credo sia il sogno di ogni vera alchimista: una stanza tutta per sé dove pasticciare e creare mille preparati.

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Una volta venuto il momento di salutarci, ho avuto in regalo alcune delle sue creme e un unguento. Sono ottime, molto diverse da quelle che ho sempre usato, ma decisamente efficaci. Nella foto vedete solo la crema all’aloe e l’unguento, le altre erano campioncini e le ho finite ;-D

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La crema all’aloe è estremamente leggera, si assorbe velocemente e non lascia unto. Ha un’ irresistibile fragranza di fiori d’arancio.

Quella al jojoba e quella all’avocado (che voi non vedete) sono un attimo più corpose. Molto indicate per le pelli estremamente secche e per il periodo invernale. Le ho usate entrambe, soprattutto sul contorno occhi e ho notato la pelle più tonica e compatta. Ne servono quantità minime e non è una cattiva idea quella di spalmarle sulla pelle umida.

L’unguento serve per i malanni di stagione e va spalmato sul petto, sulla schiena, sotto le orecchie e nella gola (io l’ho usato anche contro un herpes e me l’ha guarito in una notte).

È stato bello poter provare cosmetici di qualità senza doverli comprare attraverso i canali di distribuzione classici e, quando posso, preferisco questo tipo di soluzioni che favoriscono le piccole realtà locali.

Ursula e suo marito sono molto contenti di condividere la loro conoscenza con gli altri e, come ho detto, organizzano escursioni per turisti e addirittura sono disponibili a insegnare in maniera più dettagliata e approfondita la loro professione gratuitamente. Sarebbe bello passare qualche mese con loro a imparare la loro arte… chissà, magari un giorno!

Focus on: alimentazione e dieta. Intervista al Dr. Serena Missori

L’alimentazione umana è diventata una delle tematiche più interessanti e dibattute dei nostri tempi. Se ne parla molto più che in passato e, molto probabilmente, in questo hanno giocato e giocano un ruolo significativo tutte quelle ricerche e scoperte scientifiche che negli ultimi decenni hanno sottolineato il legame tra cibo e malattia. La paura di non stare bene, di ammalarsi e morire, rappresenta forse lo stimolo più importante per le nostre società occidentali che, offuscate e ottenebrate dall’opulenza, si sono lasciate andare fin troppo ai piaceri della tavola incorrendo in patologie che, a giudicare dalla loro diffusione, hanno l’aspetto di vere e proprie epidemie. Il cancro, l’obesità, le malattie cardiache, il diabete, l’ipertensione sono diretta espressione di stili di vita che stanno lentamente, ma inesorabilmente, togliendo qualità alle nostre esistenze. Ad oggi, l’aspettativa di vita media è aumentata di tanto: si riesce a vivere anche fino a ottanta o novanta anni, ma chi ci arriva in salute?

Abbiamo la necessità di essere nuovamente educati ad alimentarci in modo sano ed equilibrato e questo implica l’interrogarsi in maniera critica sia sulle nostre abitudini alimentari, quelle che fino a ora abbiamo sempre ritenuto corrette, sia sul nostro stile di vita che sempre più spesso cede il passo alla sedentarietà. Sono ormai moltissimi gli approfondimenti televisivi, le riviste specializzate e i libri che cercano di divulgare informazioni utili in questo senso. Tuttavia, poiché spesso e volentieri queste hanno un piglio poco e per niente medico-scientifico, provocano effetti più negativi che positivi nei loro destinatari. Regna molta confusione al riguardo ed è molto facile perdersi all’interno di un magma di saperi che, non di rado, è contraddistinto da teorie e approcci in netta contraddizione e contrapposizione fra loro.

Da qualche anno, buona parte delle mie energie è spesa nel tentativo di capire cosa e quanto mangiare, e come migliorare il mio corpo e la mia mente per essere più reattiva e propositiva nella mia quotidianità. Non si tratta solo di una questione estetica. Credo di aver superato da molto la fase: “oddio devo essere anoressica e bella per farmi accettare dagli altri”. La mia è una ricerca di natura diversa che ha a che fare con il desiderio di connettere me stessa  alla dimensione naturale e cosmica delle cose. L’idea è quella di comprendere quale sia la mia reale natura, quali siano i miei reali bisogni e necessità come animale che vive all’interno di quell’essere vivente che solitamente chiamiamo Gaia. Detta più semplicemente, vorrei capire in che modo strutturare la mia esistenza affinché questa sia il più possibile in armonia con la nostra biosfera. In questo viaggio difficile, impegnativo, ma altrettanto affascinante, trovo il senso alle mie giornate. Alimentarsi secondo natura rappresenta per me una delle vie principali attraverso cui costruire il mio rapporto di interconnessione con il mondo naturale. Ed è proprio l’idea di sentirmi connessa a quest’ultimo che mi fa sentire bene!

Nel mio viaggio alla scoperta di informazioni utili a migliorare la mia alimentazione e il mio stile di vita, ho incontrato Serena Missori, medico chirurgo e specialista in endocrinologia e malattie del ricambio. È attraverso youtube che ci siamo conosciute e, dopo aver collaborato insieme ad un progetto sul riciclo creativo, qualche tempo dopo sono entrata a far parte del suo gruppo FB all’interno del quale segue più da vicino un numero molto ristretto di persone veramente interessate al suo approccio, l’Alchemic Medical System di cui spero di potervi parlare presto in un altro articolo o in una videointervista sul mio canale.

Qualche settimana fa, quando con l’arrivo dell’estate i media hanno iniziato a bombardarci di discorsi un po’ sterili sulla solita dieta per la prova costume, e dopo la notizia della radiazione dall’albo dei medici del noto Dukan, le ho proposto un’intervista nella quale parlare di alimentazione e, nello specifico, di diete pre-estive riparatrici e finto-miracolose.  Vuole essere un modo per riflettere sul vero significato del termine dieta e, allo stesso tempo, sui possibili problemi che possiamo avere quando ci affidiamo a programmi alimentari non personalizzati.

Enjoy the interview!

A: Che rischi ci sono quando si segue una dieta che è stata pensata per essere seguita da molte persone e quindi non si basa su un approccio personalizzato?

S: Prima di parlare di rischi per la salute, parlerei di delusioni! Delusioni poiché la non personalizzazione porta inesorabilmente al non raggiungimento dell’obiettivo, a causa dell’individualità della risposta alla dieta in base alla propria costituzione. Innanzitutto facciamo una premessa sul significato di dieta. Se intendiamo un regime alimentare volto al dimagrimento ad esempio, la delusione maggiore è quella di constatare che la stessa dieta, con gli stessi nutrienti, con le stesse calorie, sortisce l’effetto desiderato in alcune persone ed in altre no, se non addirittura favorisce l’aumento del peso. Quindi la variabilità costituzionale in base al proprio biotipo morfologico è la chiave di volta per la riuscita o no della dieta. Veniamo ai rischi. Questi sono prevalentemente secondari alla privazione di alcuni nutrienti fondamentali per la salute e all’abuso di altri. I rischi principali sono danni renali per l’abuso di proteine, la disidratazione se vengono abolite frutta e verdura, l’ipoglicemia se vengono aboliti totalmente o sono insufficienti i carboidrati. Tali fastidi e rischi spesso non si manifestano all’inizio della dieta squilibrata e non personalizzata, ma possono presentarsi anche dopo settimane. Si può avvertire spossatezza, crampi, insonnia, costipazione intestinale, meteorismo, secchezza cutanea e delle mucose, ecc.. Prima di arrivare a veri e propri danni organici. Questo perchè il corpo umano mette in atto tutti i meccanismi risanatori e compensatori per cercare di ripristinare l’equilibrio alterato e quando non riesce più a mantenere l’equilibrio, si manifestano i sintomi veri e propri.

A: Che tipo di variabili devono essere prese in considerazione quando si prescrive una dieta a un individuo?

S: Innanzitutto bisogna dire che la dieta è un atto medico, e quindi non può essere prescritta ad un singolo individuo da chi non è medico. Questo è un punto fondamentale. Le variabili da tenere in considerazione sono molteplici e in parte sono simili ed i parte no da soggetto a soggetto, a seconda del suo stato di salute o malattia. Bisogna considerare l’età, il sesso, le aspettative, gli obiettivi (dimagrimento, aumento di peso in caso di persone sottopeso, aumento di massa muscolare negli sportivi, patologie in atto), lo stato generale di salute, l’assetto ormonale (poiché la dieta corretta in qualunque caso deve seguire e favorire il fisiologico sistema ormonale e in alcuni casi, invece, ripristinare uno squilibro ormonale come ad esempio nel diabete mellito di tipo 2 e la sindrome metabolica), le misure antropometrice (circonferenza vita, fianchi, gambe, braccia, ecc,,il peso, l’altezza, l’attività fisica svolta,farmaci assunti, precedenti gravidanze, ecc….questi sono solo alcuni dei parametri da tenere in considerazione, e solo un medico coscienzioso e possibilmente specialista in endocrinologia e scienze della nutrizione ha le basi per unire tutti i tasselli e stilare il corretto regime alimentare.

A: Molte diete sono privative: escludono l’assunzione di carboidrati, oppure di particolari classi di cibi. Altre invece si strutturano sull’assunzione quasi esclusiva di alcuni alimenti, come quelle che prediligono un consumo massiccio di proteine o come quelle che si basano prevalentemente sul consumo di verdura e frutta. Suggeriresti mai ad un tuo paziente una dieta di questo tipo?

B: La risposta è negativa . Poiché il nostro corpo, per rimanere in salute, necessita di essere rifornito con tutti i nutrienti presenti in natura non escludendone nessuno. Quello che invece cambia da soggetto a soggetto e a seconda delle sue condizioni fisiche è semmai la percentuale dei nutrienti di cui cibarsi giornalmente, in funzione dell’assetto ormonale e del  biotipo morfologico. Per vivere bene e in salute l’uomo ha bisogno di carboidrati (a basso-medio e alto indice glicemico assunti in giusta percentuale, mentre l’errore più comune è quello o di non assumerli o di assumere solo quelli ad alto indice glicemico che fanno aumentare velocemente la glicemia nel sangue e scatenano una risposta ormonale, insulinica, eccessiva,con conseguente rapida ipoglicemia, e compensatorio aumento del cortisolo , ormone in grado di ripristinare i corretti valori di glicemia, distruggendo i muscoli e con lo spiacevole effetto collaterale di far aumentare le scorte di grasso), proteine in giusta quantità e quindi in base al proprio peso e all’attività fisica svolta, lipidi (evitando i burri che sono notoriamente dannosi e che sono i precursori di molti ormoni), vitamine, minerali, antiossidanti. Il corpo quindi, per poter rispondere in modo salutare ad uno stimolo dietetico, deve essere messo in condizione di ricevere tutti i nutrienti necessari allo svolgimento delle sue funzioni.

A: A proposito di diete proteiche, non possiamo non far un piccolo riferimento alla ormai famosissima dieta Dukan. Una dieta che si dice essere potenzialmente applicabile a tutti e che prevede l’assunzione libera e illimitata di determinate categorie di cibi (sostanzialmente proteine di origine animale), senza limiti di abbinamento e orario. Cosa ci puoi dire al riguardo?

B: Bella domanda! non è mia abitudine criticare le scelte dei colleghi, ma quando queste scelte ricadono su molti in modo anche negativo, non si può tacere. Partendo dal presupposto che non siamo tutti uguali, che ognuno ha la sua costituzione biotipologica, un suo metabolismo, condizionato dal modo di vivere, dalle abitudini e dall’ambiente, viene meno il concetto della dieta applicabile a tutti e soprattutto autoprescritta (avendone letto i principi su un libro o su internet) saltando la tappa fondamentale della valutazione medica sullo stato di salute. In questo caso trovo pericoloso questo approccio, poiché diventa un approccio fai da te senza avere la consapevolezza di quale sia la nostra condizione pensando solo ed esclusivamente alla falsa promessa del risultato assicurato. Risultato che sarà positivo soltanto per quelle persone che per loro costituzione biotipologica sopportano la privazione e una dieta squilibrata, mentre sarà negativo per tutti coloro che hanno una costituzione e metabolismo opposto. La dieta Dukan inoltre non educa al mangiar bene per rimanere in salute, e in un periodo storico in cui abbondano i junk food e le persone hanno poco tempo per cucinare, proporre come soluzione una dieta con sole proteine e prevalentemente animali  non fa altro che peggiorare le già scorrette abitudini alimentari. Inoltre è ormai dimostrato da studi scientifici internazionali che l’eccessivo uso di proteine animali favorisce i tumori dell’apparato digerente a causa dei nitriti (negli insaccati o carni in scatola) delle poliammine (fattori di crescita potenzialmente mutageni, ovvero che inducono mutazioni in senso oncologico nel dna) nelle carni che vengono liberate dalla degradazione della carne  nell’intestino (putrescina, cadaverina , ecc..i cui nomi non promettono nulla di buono ). Non sono contraria all’assunzione di proteine, anzi, ne sono una fautrice, ma preferisco per coscienza e scienza suggerire anche altre fonti proteiche e non esclusivamente la carne. Inoltre il sistema Dukan non prevede limiti di quantità e orari di assunzione degli alimenti e lascia tutto al libero arbitrio… ebbene dubito che un avvocato, una commessa, un ragioniere o un impiegato conoscano la fisiologia umana, quindi ritengo sia compito del medico coscienzioso e coerente educare alla sana alimentazione la popolazione. Certo è che se poi il medico in questione, non mi riferisco a Dukan, ma in generale, è in sovrappeso, magia fritti, si abbuffa di junk food, temo sia veramente improbabile che possa attuare una campagna educativa per i propri utenti. Infine, ci tengo a ricordare che l’abuso di proteine animali favorisce l’acidosi metabolica. Il nostro corpo è concepito per funzionare correttamente in un ambiente alcanino, poco sopra la nautralità e il ph alcalino è mantenuto tale dai sistemi tampone presenti nel corpo che sono deputati a questa funzione (il rene prevalentemente) e in grado di riportare in condizioni fisiologiche il ph al valore ottimale. Quando però l’alimentazione è scorretta e favorisce l’acidosi per troppo tempo, anche il rene ha difficoltà a mantenere l’equilibrio acido-base e iniziano una serie di disturbi e fastidi. Per controllare se il nostro corpo funziona in modo corretto in tal senso, è sufficiente misurare per qualche mattina consecutiva il ph urinario con delle cartine tornasole e valutare, variando la dieta, come varia anche il ph.

 A: Cosa significa “dieta” per te?

S: Grazie per questa domanda. La parola dieta per me ha un significato sacro, è sinonimo di amore per se stessi e per la propria evoluzione, dimostrato in modo pratico e tangibile alimentandosi nel modo più salutare possibile ed adatto alla nostra fisiologia. Sicuramente per me non è sinonimo di privazione o di sacrificio per perdere i kg di troppo in previsione della prova costume, poiché durante l’inverno, coperti da vestiti spessi non ci siamo accorti dei segnali che ci inviava il nostro corpo circa i nostri errori alimentari facendo comparire cuscinetti e cuscinetti di adipe. È  proprio con questa mentalità costruttiva ed evolutiva che affronto il problema della rieducazione alimentare  con le persone che si rivolgono a me. Tanto per dare un’ idea, nelle mie diete sono previsti gelati e cioccolata! La dieta non è privazione ma conoscenza!

A: Che consigli ti senti di dare a chi volesse intraprendere una dieta?

B: In primis di comprendere che la dieta corretta per se stessi non può essere appresa su riviste, su internet o dell’amica, né tantomeno è possibile far ricorso alla dieta di 20 anni prima. La dieta è ad personam, è biotipizzata sul proprio e specifico metabolismo. Lasciarsi allettare dai titoli del tipo perdi 3 kg in una settimana o giù di lì ha sicuramente conseguenze negative. Non perchè non si perdono i 3 kg, ma perchè fondamentalmente così non si viene educati al rispetto del proprio corpo e si incappa sempre negli stessi errori. Consiglio quindi di rivolgersi ad un medico coerente, che trasmetta con tutto se stesso la veridicità di ciò che propone, attraverso il buon esempio.

Il Dr. Serena Missori è medico chirurgo, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio, docente alla Sapienza di Roma e docente all’accademia U.R.A.N.U.S Italia. E’ ideatrice dell’Alchemist Fitness Project.

Contatti:

Sito web: http://www.serenamissori.com

Canale youtube: http://www.youtube.com/user/DrMissoriSerena

Canale youtube: http://www.youtube.com/user/ninfeaninfea76

A cura di Alessandra Denaro

Prospettive visive #5

 

“Visto il freddo”

Favette fresche al profumo di menta

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Ingredienti per 4 persone:
  • 250 gr favette fresche
  • Olio Evo
  • Menta essiccata
  • Mezza cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • Pepe nero
  • Sale

Lessare le fave in acqua bollente salata per 15 minuti, poi scolarle. In una pentola preparare un soffritto di aglio e cipolla. Fatele appassire dolcemente. Aggiungere le fave e lasciarle insaporire per circa 15 minuti aggiustando di sale e esaltandone il gusto con la mentuccia e il pepe nero. Servire tiepide.

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